Per combinazione, altre proposte dalla collezione del Museo Pecci

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promosso da Regione Toscana e Comune di Prato

 

PER COMBINAZIONE

ALTRE PROPOSTE DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO

Opere

MARCELO CIDADE_Espaço entre (2009)

FRANCO IONDA_Volto (1997-98) _Urlo (2001)

JANNIS KOUNELLIS_Senza titolo (1987)

PHILIP LORCA DI CORCIA_Calcutta (1998)

JACOPO MILIANI_Do you believe in mirages? (2012)

VIK MUNIZ_Probability / Monads Series (2003)

Progetto speciale

MARIA MULAS_50 ritratti fotografici di artisti e critici

Video Room

RAINER GANAHL, Bicycling Damascus (2004)

INAUGURAZIONE martedì 5 marzo 2013, ore 18

Apertura fino a sabato 6 aprile 2013

Da martedì a sabato, ore 15-19

Il nuovo appuntamento espositivo del MUSEO PECCI MILANO presenta un insieme di opere acquisite di recente, accanto ad un progetto video ispirato dalla tragica realtà della Siria, a conclusione del ciclo di “proposte” che in due anni – dal dicembre 2010 – ha mostrato dieci selezioni tematiche con oltre cento opere della collezione del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, in vista del termine dei lavori di ampliamento della sede museale di Prato, dove la collezione sarà esposta in permanenza dal 2014.

In questa circostanza le opere non sono associate ad un tema chiave, come avvenuto nelle mostre precedenti, bensì collegate fra loro PER COMBINAZIONE: la coincidenza di essere l’ultimo nucleo di opere acquisite dal museo e la loro composizione in una mostra imprevedibile, con accostamenti inediti quindi inaspettati.

Opere

MARCELO CIDADE_Espaço entre (2009)
Edicola a saracinesche di ferro, vernice spray, installazione, m 3x3x3

Collezione del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
L’opera di Marcelo Cidade, esposta a Madrid e San Paolo nel 2008, ricostruita a Prato nel 2009 in occasione della mostra After Utopia. A view on Brazilian contemporary art, è un’incrocio originale di arte e architettura urbana collocata all’interno del museo. Essa si fonda sulla dialettica e perfino sulla fusione tra spazio pubblico e luogo privato, fra occupazione territoriale e condivisione sociale. Le saracinesche dell’edicola ricoperte di graffiti sono rivolte all’interno: l’artista se ne è appropriato e ne ha rinnovato radicalmente il significato. Al visitatore d’arte si presenta una scena che ha l’aria familiare di suburbia, che lo proietta all’esterno del contenitore espositivo della mostra e simultaneamente dentro un cubo di Street Art.

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FRANCO IONDA_Volto (1997-98)
Tecnica mista su tela, cm 77×112

FRANCO IONDA_Urlo (2001)
Tecnica mista su tela, cm 117×101
Donazioni di Fabrizio e Francesco Guidi Bruscoli, in ricordo di Daniela Salvadori Guidi
Amica e membro del Consiglio direttivo del Centro Pecci

Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle e insanguinato il cielo come un mattatoio.

Franco Ionda cita Majakovskij per richiamare la carica rivoluzionaria dell’arte, rivolgendo la propria ricerca alla dimensione poetica e alla condizione universale dell’esistenza umana.

Le due tele donate al museo rappresentano, in forme originali, due fra i soggetti cardine del vocabolario visivo e testuale utilizzato da Ionda: il volto e il chiodo, interpretati in questo caso come elementi complementari, metafore di un’unica, tragica storia.

Al Centro Pecci l’artista ha tenuto una mostra personale curata da Alessandro Tempi e realizzato l’installazione site specific ZONA FRANCA nel 1992.

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JANNIS KOUNELLIS_Senza titolo (1987)
Ferro, piombo, cera d’api, cm 200x180x17

Comodato di Blue Art Limited, Firenze-Londra

Jannis Kounellis ha sviluppato le nozioni di spazio e di forma a partire dagli studi all’Accademia di Roma e dal confronto con i grandi maestri della pittura italiana. Attraverso l’impiego di materiali grezzi, naturali e di sintesi, il recupero di elementi vegetali e animali, ha incentrato la propria ricerca sulla rottura delle convenzioni linguistiche dell’arte, quindi ha arricchito il proprio lavoro di rimandi antropologici e filosofici, elaborati in un’originale riflessione sul concetto di storia e di memoria.

Nel 2001 Kounellis ha tenuto una grande mostra personale al Centro Pecci curata da Bruno Corà.

PHILIP LORCA DI CORCIA_Calcutta (1998)

Stampa Ektacolor montata su forex, cm 80×100

Comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

Lorca diCorcia concentra la sua attenzione sui dettagli e sulla luce, costruendo set cinematografici predisposti accuratamente prima dello scatto. Utilizzando l’istantaneità dei fotografi di strada e l’artificiosità dei fotografi di cinema e moda, l’artista focalizza la propria attenzione sulla gente delle metropoli del mondo. I soggetti ripresi nella loro quotidianità, gruppi di passanti o singole figure, sono trasformati in celebrità, isolati dal contesto generale e costretti, loro malgrado, a divenire attori di strada.

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JACOPO MILIANI_Do you believe in mirages? (2012)

Scritta in bronzo, sabbia, installazione ambiente

Collezione del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
Premio EX3 Toscana Contemporanea

L’opera di Miliani prende spunto da una riflessione sul miraggio e sulla sua percezione.

“L’idea di miraggio evoca molteplici interpretazioni descrivendo sia fenomeni fisico-percettivi che rinviando a realtà/irrealtà immateriali. Non ultimo è anche sintomo dell’urgenza sociale contemporanea.

L’arte si presenta come miraggio sulla realtà: adotta l’idea di rappresentazione, per poi, attraverso un ulteriore sguardo ravvicinato, rivelare una sensazione di mancanza e urgenza, necessaria per attivare un processo di indagine.” (Jacopo Miliani)

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VIK MUNIZ_Probability / Monads Series (2003)

Ilfochrome, 183×183 cm
Comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

L’opera di Muniz si ricollega alla teoria del matematico e filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibnitz (1646-1716) sulla natura delle cose nell’universo e gli elementi che sono alla base della realtà, per suggerire l’idea di una costruzione omogenea e allo stesso tempo eterogenea, un insieme unico formato da piccole parti isolate. Nell’immagine del dado convivono infatti l’illusione prospettica del grande cubo e le variabili concrete dei singoli dadi di cui è composto, il calcolo razionale delle “probabilità” numeriche determinate dal tiro e l’indeterminatezza casuale propria del “colpo di fortuna”.

Progetto speciale
MARIA MULAS_50 ritratti di artisti e critici

Stampe fotografiche in bianco/nero e a colori, su supporto di legno, cm 70×55 ciascuna

Donazione dell’artista

Maria Mulas è una delle più illustri fotografe italiane. Attiva dalla metà degli anni Sessanta, ha esposto per la prima volta in una mostra personale alla galleria Diaframma di Milano nel 1976. Nel 2009 ha vinto il Premio delle Arti – Premio della Cultura per la Fotografia con la motivazione seguente: “L’occhio fotografico di Maria Mulas ha trovato, nella dialettica del vissuto e nei ritratti assoluti, l’attimo di un racconto immortalato dove valore estetico e tecnica delle parti segnano il capitolo più alto della storia fotografica degli ultimi decenni”.

I ritratti di artisti e critici donati al museo sono il frutto di oltre quarant’anni di lavoro e ricerca insieme ai maggiori esponenti della cultura artistica della seconda metà del Novecento.

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Video Room

RAINER GANAHL_Bicycling Damascus (2004)
Proiezione video, dvd, colore, sonoro, 90′
Comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

“A Damasco mi sono messo ad attraversare la città [in bici, senza mani e contromano] mentre George Bush definiva la Siria parte dell’Asse del male e le tv conservatrici americane mostravano una cartina con un mirino chiedendo al telespettatore: Chi sarà il prossimo?

Eravamo durante le fasi iniziali delle guerre in Iraq e Afghanistan. Le immagini del mio video mostravano invece un giorno di pacifica vita quotidiana a Damasco, con tanto di traffico. Con il manubrio della bici, scimmiottavo quei mirini.” (Rainer Ganahl)

A dieci anni di distanza, rivedere quelle immagini di vita spericolata non può farci dimenticare la tragedia della guerra in corso in Siria e in numerose altre parti del mondo.

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Sede distaccata

MUSEO PECCI MILANO

Ripa di Porta Ticinese 113 – MIlano

M2 stazione Porta Genova
Tram 2 fermata Ripa Ticinese d’Adda

Ingresso libero