Mostra in corso: Fabrizio Corneli

Fabrizio Corneli

Monadi e Menadi 

a cura di Marco Bazzini

 

 

 

Milano

6 Dicembre 2017 – 5 Gennaio 2018

inaugurazione martedì 5 dicembre

 

Tra presenza e assenza, tra visibile e invisibile, tra stupore e titubanza si presentano i lavori di Fabrizio Corneli. Sono corpi illuminati e illuminanti, sono teatro delle ombre e ribalta della luce.

Infatti, per Fabrizio Corneli, il soggetto dell’opera è la luce stessa. Ma questa non può esistere senza il suo complementare, l’oscurità. Nel gioco del vedere proposto da Corneli, il doppio, la coppia, è un carattere che ricorre da sempre. È la luce che crea l’opera ma è l’ombra che fa apparire le sue gure tratte da un immaginario che spazia dall’antica Grecia alla contemporaneità. Le immagini che si formano sui muri hanno l’assenza della proiezione che però si origina da corpi di solidi geometrici presenti nello spazio. Le immagini vacillanti che le diverse lampade fanno sorgere sono il frutto della ferma sicità di elementi e teorie. Corneli scompone, frammenta in misteriosi punti quell’immagine che il pubblico vede unitamente e nella sua completezza. Nel suo caso lo sguardo dell’artista è contrario a quello dell’osservatore.

Dopo molti anni l’artista toscano torna a esporre a Milano con una mostra dal titolo “Monadi e Menadi”. Ancora una coppia e ancora una complementarietà.
Le Monadi sono i primi elementi matematici dell’universo, le idee per Platone. Forse rappresentano il lato più apollineo, più razionale di noi stessi e dell’arte di Corneli. Sull’altra sponda di questo stesso ume ci sono le Menadi, di carattere orgiastico, più dionisiaco e infatti queste in forma di fanciulle costituiscono il corteggio sfrenato proprio del dio Dionisio.

Il titolo gioca, quindi, con il rigore da laboratorio scienti co necessario per la realizzazione delle pro lature da cui la luce viene pro- iettata e l’abbandono senza freno alle diverse interpretazioni delle gure a cui le proiezioni danno origine. La luce in Corneli perde quella sua simbologia mistica per farsi forza fortemente pittorica.
La grande aula dell’architettura industriale che caratterizza lo spazio espositivo riunisce quindici opere di periodi e serie differenti. Proponendo le molteplici soluzioni che originalmente Corneli ha adottato nel tempo, la mostra vuole essere un momento di riflessione e nuova concentrazione su quest’artista che fa parte di quella generazione affermatasi sulla scena dell’arte a partire dagli anni ottanta.

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Foto di Fabrizio Corneli

 

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Il Giornale dell’Arte