Pietro Privitera, Wundergram: Un atlante dello sguardo fotografico, 22 ottobre – 20 novembre 2015.

In questa occasione Pietro Privitera presenta circa seicento fotografie scattate e pubblicate dall’artista esclusivamente con Instagram. Il web è’ il comune ambito sia del progetto Witness Your World di Leroy Brohters che di questa personale digital Wunderkammer che qui esce dallo spazio virtuale diventando mostra a tutti gli effetti. Privitera (artista, fotografo, ma anche teorico che negli anni 80 si laurea in Filosofia con una tesi sulla Polaroid) attualmente riflette in maniera esaustiva sui punti di continuità e rottura tra le possibilità delle foto immediate ma comunque stampate su un supporto, e le nuove possibilità offerte dal digitale. In particolare da un’app come Instagram, in cui le fotografie scattate non vengono considerate dall’artista come immagine tout court, ma un insieme unico con i loro titoli, che vengono sempre assegnati dall’autore alle foto pubblicate, e gli hashtag, che danno una ulteriore marcatura semantica alle immagini. Nella video-room della galleria una videoproiezione riporta l’intera Wundergram di Privitera, ovvero tutte le foto scattate e pubblicate dall’inizio del progetto; una selezione di alcune immagini presentate appunto in modo tradizionale, stampate e correlate di adeguate cornici; e un iPad con cui accedere all’account dell’autore per scorrere le immagini nel loro medium originale con titoli, hashtag e commenti. Il lavoro in mostra si presenta quindi, come definito dallo stesso artista, come ‘un atlante dello sguardo contemporaneo Wundergram si può sfogliare, isolare, consultare per luoghi, temi o argomenti.’

Pietro Privitera (Milano, 1953). Fotografo “da sempre”, negli anni 70 si dedica alla foto di teatro e pubblica il libro-saggio “SCATOLA SCENICA” teorizzando, attraverso immagini del teatro-danza,da Bob Wilson a Meredith Monk, sullo spazio scenico come schermo e contenitore di geometrie virtuali. Sperimentatore convinto, è tra i primi in Italia a fare ricerca visiva con la Polaroid, producendo negli anni ’70 e ‘80 immagini per mostre e collezioni soprattutto in Italia , Francia e Germania, e in altri paesi stranieri. Si laurea in Filosofia con una tesi di Storia dell’Arte sulla Polaroid come fenomeno artistico, analizzando le implicazioni sociali e psicoanalitiche della fotografia a sviluppo immediato. Collabora negli anni 80 con la rivista Progresso Fotografico creando uno spazio dedicato alle contaminazioni tra arte e fotografia Nello stesso periodo inizia la professione di fotografo di moda, che diventa la sua principale attività, collaborando per molti anni con Vogue e Harper’s Bazaar, a Milano e a Parigi. Nel 1996 vince il premio Kodak Europeo per il ritratto. Dal 2000 si appassiona allo studio dell’immagine informatica, attraverso l’uso del web e infine , negli ultimi anni , con progetti fotografici in cui confluiscono le esperienze della foto tradizionale coi nuovi linguaggi delle tecniche digitali.

22 ottobre – 20 novembre 2015